Con la speranza che non serva e che si tratti solo di una misura di precauzione, il governo ha aggiornato dopo 12 mesi il Piano nazionale per la gestione delle emergenze radiologiche e nucleari.
Si tratta di un documento che “individua e disciplina le misure necessarie a fronteggiare le conseguenze di incidenti di impianti nucleari di potenza ubicati ‘oltre frontiera’, ossia impianti prossimi al confine nazionale, in Europa e in Paesi extraeuropei”.
La bozza del testo è stata firmata da Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile, in quanto sarebbe proprio quest’ente – in caso di allarme – a dare indicazioni su modalità e tempi di attuazione di un eventuale intervento di profilassi.
Nucleare cosa prevede il piano nucleare italiano
L’Italia ha aggiornato il suo piano per la gestione delle emergenze nucleari. Si tratta di un documento con linee guida e le misure da attuare in caso di incidenti. La revisione sarebbe iniziata mesi fa ma è stata conclusa negli ultimi giorni.
Il piano prevede scenari diversi a seconda dell’eventuale luogo dell’incidente.
Se avvenisse entro i 200 km dai confini, verrebbero attuale le misure più rigide.
Si parla per esempio di “riparo al chiuso” e blocco della circolazione.
Parte della popolazione verrebbe poi sottoposta alla cosiddetta iodioprofilassi.
In altre situazioni, ci sarebbero invece controlli sui prodotti importati.
Secondo gli esperti, la situazione è però sotto controllo.
Il piano nazionale di emergenza radiologica e nucleare italiano si focalizza sulla gestione degli incidenti in impianti nucleari all’estero e prevede: monitoraggio della radioattività, uso del sistema di allarme IT-alert, e misure di protezione per la popolazione come il riparo al chiuso e la profilassi con iodio, che sono attivate in caso di pericolo da un incidente entro 200 km dal confine italiano. Non sono previsti rifugi antiatomici, ma il piano include anche misure per il monitoraggio della contaminazione e l’assistenza ai rientranti da paesi esteri.
Cosa fare in caso di emergenza
Le azioni principali in caso di incidente nucleare all’estero sono:
- Mettiti al riparo:
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- Se sei all’aperto: raggiungi il luogo chiuso più vicino e metti al riparo le persone e gli animali.
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- Se sei in un luogo chiuso: rimani al centro dell’edificio, lontano da finestre e porte, spegni l’aria condizionata e chiudi tutti i sistemi di presa d’aria esterna.
- Proteggiti dalle radiazioni:
- Muri e porte offrono protezione dagli effetti della nube radioattiva, ma è consigliato spostarsi in locali più protetti, come un seminterrato o un parcheggio sotterraneo, se possibile.
- La durata del riparo può variare da poche ore fino a 48 ore, perciò resta informato attraverso radio e TV per aggiornamenti dalle autorità.
- Iodio e alimentazione:
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- In caso di allarme, le autorità potrebbero distribuire compresse di iodio per proteggere la tiroide dalla radioattività.
- Evita di mangiare alimenti esposti all’aria aperta e consuma acqua e alimenti disponibili nella tua abitazione, ma solo se non ci sono indicazioni diverse dalle autorità.
Ruolo delle autorità e strumenti del piano
- Allarme:
il sistema IT-alert viene utilizzato per avvisare la popolazione in caso di incidente nucleare entro i 200 km dal confine italiano.
- Monitoraggio:
l’Italia ha una rete di monitoraggio che include la rete Resorad, gestita dall’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare (ISIN), che valuta la diffusione della radioattività sul territorio.
- Assistenza:
il piano prevede l’assistenza ai cittadini che si trovano in un paese estero colpito dall’emergenza e il monitoraggio della contaminazione al rientro.